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L’Ivermectina è da prendere per curare infezioni che derivano da alcune famiglie di parassiti.

Il farmaco a base di Ivermectina che si trova in vendita è chiamato STROMECTOL®: in ogni caso questo non è in commercio in tutti i paesi del mondo.

Di cosa sono fatte le compresse di Ivermectina?
Le compresse del medicinale sono da 3 mg l’una e, oltre al principio attivo, contengono: stearato di magnesio, amido modificato, cellulosa in microcristalli, acido citrico in polvere e additivo alimentare E320.

Per quali cause si fa ricorso a questo medicinale? – Indicazioni
L’Ivermectina va assunta se si hanno in corso infezioni parassitarie di vario tipo, tra cui quelle da pidocchi, la strongiloidosi, fino alla scabbia.

Il principio attivo funziona arrestando ed eliminando i parassiti dall’organismo della persona che è stata infestata.

In che maniera agisce il farmaco?

L’Ivermectina rientra nel gruppo dei cosiddetti antielmintici, ovvero quei farmaci che uccidono o permettono di espellere i vermi che hanno colonizzato una o più parti del corpo umano e hanno provocato l’infezione.

Tale presidio medico per alcune patologie elimina fisicamente i parassiti, per altre impedisce la proliferazione delle larve e il loro successivo sviluppo.

Quali sono tempi, modi e dosi dell’assunzione dell’Ivermectina?
Le modalità con le quali va preso il farmaco sono semplici: un sola compressa deglutita con l’aiuto di acqua, rigorosamente a stomaco vuoto.

Solitamente l’Ivermectina è efficace con una singola dose ma per trattare alcune malattie occorre replicare l’assunzione a intervalli regolari di tre mesi.

Il consiglio di rivolgersi a uno specialista per maggiori informazioni sulla terapia da seguire resta sempre valido.

Cosa si fa se è stata presa una dose eccessiva o se si è dimenticato di assumere la dose prescritta?
Nella convinzione di aver preso il medicinale in quantità eccessiva è bene contattare immediatamente un medico o un farmacista: possono infatti verificarsi spiacevoli effetti, quali vomito, diarrea, senso di debolezza, ipersensibilità della pelle, respiro corto, mal di testa e vertigini con mancanza di coordinazione motoria, convulsioni.

Nel caso in cui invece si sia dimenticato di assumere il farmaco, dato che il dosaggio normale è di una sola compressa, conviene prenderne una appena sia possibile.

Cosa c’è da tenere a mente quando si prende il farmaco? – Controindicazioni
E’ necessario il consulto con un medico di fiducia prima di iniziare a usare l’Ivermectina.

Infatti, per la cura della strongiloidosi il trattamento farmacologico nei tre mesi seguenti va integrato con esami specifici delle feci. Per l’oncocerosi, invece, prendere il medicinale può dare luogo a capogiri o anche a svenimenti quando ci si alza rapidamente.

In via generale attenzione a quanto indicato nell’elenco sottostante se si ha intenzione di utilizzare l’Ivermectina:
conclamato stato di allergia al principio attivo;
comparsa di infezioni dovute ad altri tipi di parassita in atto;
terapie già in corso con medicinali o integratori che appartengano alle categorie dei sedativi e tranquillanti, dei rilassanti muscolari, dei farmaci anti-epilessia e dei farmaci psicoattivi;
trascorsi clinici con problemi che affliggono il sistema immunitario o con meningite;
frequente o cronica difficoltà a controllare minzione e defecazione, mal di schiena, affanno, attacchi epilettici, stati di malessere e confusione, scarsa coordinazione motoria, sanguinamento degli occhi.

L’Ivermectina può provocare sonnolenza o vertigini, specie se si fa consumo di alcoolici, se si fa esercizio fisico o se fa particolarmente caldo. In tutti questi tipi di occasione è raccomandabile prendere precauzioni prima di usare il farmaco.

Si conoscono casi di pazienti sottoposti all’uso del medicinale e già infetti da un altro parassita (Loa loa) che hanno avuto serie complicanze cerebrali. Se si è a conoscenza di altre infezioni in corso o se si è stati in aree – in particolare l’Africa centro-occidentale – dove è probabile venire contaminati dal parassita Loa loa, occorre parlarne col proprio medico.

Non si dovrebbe in genere somministrare l’Ivermectina ai più piccoli e in ogni caso non va mai fatta assumere a bambini che pesano meno di 15 kg, dato che non ci sono test pediatrici dedicati che provino l’efficacia e la sicurezza della cura.

Cosa fare in caso di gravidanza o allattamento?

A una donna incinta non è consentito prendere il farmaco: il principio attivo peraltro si trasferisce nel latte materno, pertanto l’Ivermectina non va assunta neppure durante l’allattamento.

Quali problemi può produrre l’assunzione di Ivermectina? – Effetti indesiderati
I più comuni effetti collaterali che sono stati riscontrati dopo l’uso dell’Ivermectina sono: nausea, diarrea e vertigini.

Bisogna tempestivamente mettersi in contatto con un dottore se dovessero comparire problemi più importanti come:
reazioni allergiche come prurito, arrossamento del bordo oculare, sfoghi della pelle, congestione di bocca e naso;
febbre e tachicardia;
oppressione durante la respirazione;
sensazione intensa di capogiro o svenimento;
dolori e gonfiori alle articolazioni;
ingiallimento della sclera;
rigonfiamento ghiandolare;
crisi epilettiche

Esistono farmaci o cibi con cui l’Ivermectina ha interazioni?
Oltre a quanto è stato già segnalato come precauzione, si ricorda che l’utilizzo dell’Ivermectina può non essere indicato se si stanno già prendendo altre medicine.

La tolleranza al farmaco è normalmente buona rispetto ad altre sostanze che curano le infezioni da parassiti ma si sono registrate interazioni col paracetamolo, con l’acido acetilsalicilico e con alcuni antistaminici.

Una probabile interazione fra l’Ivermectina e il principio attivo della warfarina, usato come anticoagulante, è ampiamente documentata: c’è il rischio che gli effetti collaterali di quest’ultimo siano potenziati.

Gli eventuali effetti indesiderati si notano già durante i primi giorni di cura e possono essere messi in relazione a quanto l’infezione sia estesa.

Va a prescindere fatta attenzione se si hanno allergie a farmaci o cibi, se si stanno seguendo terapie con medicinali, prodotti erboristici o integratori alimentari. Altrettanto vale per chi soffre di asma o di malattie del sistema immunitario.

Se si sta seguendo la terapia con le compresse di Ivermectina non va bevuto alcool.

Quali possono essere degli utili accorgimenti per conservare in casa il medicinale?
La confezione contenente il farmaco deve essere conservata in un luogo poco illuminato e asciutto, a non più di 30° centigradi. E’ meglio allora non riporre le compresse di Ivermectina in bagno.

Il medicinale non deve essere conservato in un luogo accessibile ai bambini o agli animali.